Linee guida per un buon progetto

In un mondo sempre più governato da sistemi elettronici e informatici complessi in grado di gestire in maniera automatica e in tempo reale strutture critiche in cui la sicurezza (safety) dell’utente e la natura dei dati rivestono un’importanza cruciale – si pensi ai sistemi di gestione delle linee aeree o ferroviarie e ai sistemi bancari – diventa sempre più pressante la necessità di ricorrere a metodologie di progettazione in grado di assicurare un elevato livello di sicurezza, precisione e correttezza.

La tutela e la salvaguardia della collettività, dell’ambiente e della committenza si possono raggiungere, infatti, solo attraverso una corretta progettazione che tenga conto di tutti i possibili e molteplici fattori che possono influenzare la realizzazione di un’opera di qualsiasi natura, non importa se edile, elettrica o informatica.

Alla base di tutto c’è quindi il “progetto” ben noto e soggetto a leggi e vincoli nei settori civile e impiantista, al contrario di quanto avviene per le “opere” dell’Informazione.
In mancanza di una normativa stringente ed essendo disponibili solo raccomandazioni specializzate, la Commissione dell’Informazione della Provincia della Spezia, con approvazione del Consiglio, ha dunque reputato importante, all’inizio del suo mandato, attivarsi e definire linee guida per la gestione di progetti del settore dell’Informazione, in modo da poter indicare le regole di “buona condotta” che il Professionista dovrebbe seguire nel corso della propria attività di progettista. E’ un “aiuto metodologico” ai colleghi, che cerca nel contempo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’importanza di incaricare in alcuni ruoli solo a figure dotate di competenze e capacità decisionali. Molte volte, infatti, la committenza presta attenzione esclusivamente all’aspetto funzionale di un prodotto, sia esso software o piuttosto che hardware, considerandolo adeguato se soddisfa i requisiti dell’utente, trascurando l’aspetto di “sicurezza”, scomponibile in security (perdita /furto di dati sensibili) e safety (danno alle persone) che peraltro spesso risultano difficilmente evidenti all’utente e considerato più come un costo che non come un beneficio.

Applicare una metodologia per i progetti e le “opere” realizzate aiuta il lavoro del professionista incaricato, nei ruoli in cui è competente per la selezione degli strumenti e la gestione dei processi.

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25/05/2013 – articolo di RICCARDO TAGLIAVINI – INGEGNERE
www.tagliavini.eu – COMMON CREATIVE ITALIA 3.0 CC BY-NC-ND

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